Quante forti emozioni con i campionissimi del ciclismo

La gioia autentica, profonda, di rivederli tutti lì, insieme, ancora una volta. Nemmeno la famiglia Tacchella, e forse neanche lo storico diesse Davide Boifava, pensavano che richiamare sul palco tutti gli ex ciclisti della squadra professionistica Carrera Jeans, compreso il personale tecnico e medico, fosse un evento così emozionante.

 

E invece l’atmosfera che si è respirata sabato 15 settembre nella sala conferenze in galleria servizi Arena, in fiera a Verona, durante le premiazioni per il 25° anniversario dei Grandi Trionfi nel ciclismo, è stata davvero toccante. C’erano proprio tutti, o quasi, a sfilare davanti a un attenta platea di oltre 150 persone.

 

Tra i big mancavano soltanto Guido Bontempi, per un impegno di lavoro e l’attesissimo Roberto Visentini, primo tra gli atleti Carrera a conquistare il Giro d’Italia, nel 1986. In compenso, ad attrarre i flash di fotografi e telecamere un sorridente Stephen Roche, premiato dallo stesso Boifava con una bicicletta celebrativa Carrera Podium per il fantastico triplete del 1987, quando in un solo anno conquistò Giro, Tour e Campionato del Mondo: «Per me è come tornare in famiglia» ha affermato il campione irlandese, aggiungendo «Le emozioni e i ricordi legati a quello straordinario periodo della mia vita sportiva riaffiorano oggi, qui, davanti ai tanti miei ex compagni di avventura, ed è una sensazione unica, autentica».

 

Siparietto curioso anche quando a un felice Claudio Chiappucci è stato affiancato a sorpresa, sul palco, il rivale storico Gianni Bugno. E se sulle strade di Giro e Tour non è mai scorso buon feeling agonistico tra i due, a distanza di vent’anni uno scambio di battute legate più ai ricordi che ad altro, ha sancito un riavvicinamento sportivo che ha accontentato entrambi, pubblico compreso.

 

Ottima presenza scenica di Davide Cassani, professionista sulle due ruote per 14 anni e da 17 commentatore televisivo di successo per la RAI. Preciso e autoironico, Cassani non ha nascosto la sua carriera da gregario, «ruolo forse di secondo piano, ma fondamentale per portare al successo gli uomini di punta».

 

E poi Ghirotto, Leali, Battaglin e tutti gli altri protagonisti di un’epoca sportiva che ha segnato il cuore di migliaia di appassionati in tutto il mondo.«Si è trattata veramente di un’epoca d’oro, eravamo un’unica grande famiglia: atleti, staff tecnico e medico, dirigenti…» ha dichiarato il presidente di Carrera Jeans Imerio Tacchella, aggiungendo «Ci siamo tolti tante soddisfazioni, abbiamo superato insieme tante difficoltà, e ritrovarci qui oggi è un’emozione incredibile».

 

E su una insistita richiesta da parte del pubblico su un’eventuale ritorno della Carrera nello sport professionistico il presidente ha risposto così: «I tempi, chiaramente, sono cambiati. Con le condizioni attuali non è pensabile di ripetere una stagione felice come quella che abbiamo vissuto dal 1984 al 1996. Ma nella vita mai dire mai. Abbiamo un ottimo amministratore delegato, Gianluca Tacchella, che saprà valutare nuove e interessanti opportunità anche nello sport. Perché no?».

 

Altrettanto toccante il ricordo da parte di amici ed ex colleghi dell’indimenticato Marco Pantani, che iniziò la sua carriera da professionista proprio nella Carrera Jeans: «Al momento della firma del suo primo contratto mi disse: “Un giorno vincerò Giro e Tour”» ha confessato lo storico direttore sportivo Davide Boifava, concludendo «Sapeva di avere dei numeri e di avere la stoffa del campione. Purtroppo la vita gli ha riservato un triste epilogo».





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